Uno spezzone video tratto dalla trasmissione televisiva del 1974 "Milleluci", per la regia di Antonello Falqui e presentato da Raffaella Carrà e Mina Mazzini.
Siamo al termine dell'ultima puntata, Mina e Raffaella asseriscono di non saper come accomiatarsi dal pubblico (qualsiasi saluto sembrerà preparato, dicono). Decidono perciò di accomiatarsi usando vari stili possibili: burcoratico, amichevole, militaresco, drammatico, pragmatico...
Era un tempo in cui alla TV c'era ancora arte e si evitava la banalità. Lo si capisce chiaramente guardando questo brano: c'è un'eco letteraria che rimanda direttamente a "Esercizi di stile" di Raymond Queneau. Incredibile vero? Fantascienza in comparazione con la TV di oggi.
A ben guardare però (e col senno di poi) è come se in questa trasmissione si incontrassero due maniere di fare TV differenti.
Mina la rappresentante più giovane della vecchia maniera, quando regnava un certo stile, quando, nonostante una censura maldestra si erano prodotte delle stupende trasmissioni, con artisti che venivano dall'avanspettacolo, dal teatro, dal cinema.
La Carrà, rappresenta invece la maniera che verrà: quella di una TV spazzatura di quiz e di reality show. Ricordate la trasmissione "Pronto Raffaella" in cui il climax era raggiunto quando Raffaella chiedeva al/alla telespettatore/telespettatrice al telefono: quanti ceci ci sono in questa ampolla di vetro?, oppure il "Carramba che sorpresa!" con i drammi di familiari che si ritrovavano dopo decenni. E' comunque la Carrà l'esempio più nobile (o meno deleterio) all'interno di questo genere di TV, dato che è un'artista: sa ballare, cantare, anche se non ha una gran voce (insomma: non è neanche lontanamente paragonabile con una Maria de Filippi per esempio).
Questa trasmissione è dunque il tempo e il luogo in cui questi due "mondi televisivi" si incontrano. E' questo uno dei segnali che indicano la fine di un'epoca: finiva l'Italia un pò innocente del Carosello; iniziava l'Italia degli "spot", delle reti private e del consumismo sfrenato: del "Berlusconismo".
E non è un caso che sia stata l'ultima trasmissione a cui Mina ha partecipato: alcuni hanno scritto che si fosse ritirata perchè depressa, altri perchè stanca che si parlasse dei suoi amori e non della sua musica, altri perchè era ingrassata. In realtà queste motivazioni (ammesso che fossero vere) erano solo una faccia della medaglia: l'altra faccia è che Mina da donna e artista intelligente vedeva bene che non valeva più la pena lavorare in una TV sempre più mediocre. Credo infatti che avesse sopportato per anni di lavorare in questo mezzo politicizzato, lottizzato, solo per avere l'opportunità di stare al fianco di artisti di primo livello e per poter crescere artisticamente. Nel '74 aveva già raggiunto lo "stramassimo" a livello artistico. Che senso aveva continuare nel piccolo schermo?
Siamo al termine dell'ultima puntata, Mina e Raffaella asseriscono di non saper come accomiatarsi dal pubblico (qualsiasi saluto sembrerà preparato, dicono). Decidono perciò di accomiatarsi usando vari stili possibili: burcoratico, amichevole, militaresco, drammatico, pragmatico...
Era un tempo in cui alla TV c'era ancora arte e si evitava la banalità. Lo si capisce chiaramente guardando questo brano: c'è un'eco letteraria che rimanda direttamente a "Esercizi di stile" di Raymond Queneau. Incredibile vero? Fantascienza in comparazione con la TV di oggi.
A ben guardare però (e col senno di poi) è come se in questa trasmissione si incontrassero due maniere di fare TV differenti.
Mina la rappresentante più giovane della vecchia maniera, quando regnava un certo stile, quando, nonostante una censura maldestra si erano prodotte delle stupende trasmissioni, con artisti che venivano dall'avanspettacolo, dal teatro, dal cinema.
La Carrà, rappresenta invece la maniera che verrà: quella di una TV spazzatura di quiz e di reality show. Ricordate la trasmissione "Pronto Raffaella" in cui il climax era raggiunto quando Raffaella chiedeva al/alla telespettatore/telespettatrice al telefono: quanti ceci ci sono in questa ampolla di vetro?, oppure il "Carramba che sorpresa!" con i drammi di familiari che si ritrovavano dopo decenni. E' comunque la Carrà l'esempio più nobile (o meno deleterio) all'interno di questo genere di TV, dato che è un'artista: sa ballare, cantare, anche se non ha una gran voce (insomma: non è neanche lontanamente paragonabile con una Maria de Filippi per esempio).
Questa trasmissione è dunque il tempo e il luogo in cui questi due "mondi televisivi" si incontrano. E' questo uno dei segnali che indicano la fine di un'epoca: finiva l'Italia un pò innocente del Carosello; iniziava l'Italia degli "spot", delle reti private e del consumismo sfrenato: del "Berlusconismo".
E non è un caso che sia stata l'ultima trasmissione a cui Mina ha partecipato: alcuni hanno scritto che si fosse ritirata perchè depressa, altri perchè stanca che si parlasse dei suoi amori e non della sua musica, altri perchè era ingrassata. In realtà queste motivazioni (ammesso che fossero vere) erano solo una faccia della medaglia: l'altra faccia è che Mina da donna e artista intelligente vedeva bene che non valeva più la pena lavorare in una TV sempre più mediocre. Credo infatti che avesse sopportato per anni di lavorare in questo mezzo politicizzato, lottizzato, solo per avere l'opportunità di stare al fianco di artisti di primo livello e per poter crescere artisticamente. Nel '74 aveva già raggiunto lo "stramassimo" a livello artistico. Che senso aveva continuare nel piccolo schermo?